domenica 17 aprile 2011

previdenza complementare. I Pip.

Secondo la legge italiana (Decreto legislativo 252/05) si può scegliere tra un fondo, che può essere  negoziale o aperto, o la sottoscrizione di un Piano Previdenziale Individuale (PIP), ossia una vera e propria assicurazione che però è un fondo pensione a tutti gli effetti.
Per quanto riguarda i fondi pensione, come già detto ci sono quelli di tipo negoziale e quelli di tipo aperto: i primi sono  anche detti fondi ad ambito definito o fondi chiusi, e si basano su accordi presi tra organizzazioni sindacali e  imprenditoriali di settori specifici. Va da sé che l’adesione  a questo tipo di fondi è riservata solo ai lavoratori appartenenti alle specifiche categorie.
I fondi aperti, invece, non sono riservati solo a taluni soggetti ma tutti e non entrano in gioco i sindacati, bensì gli enti creditizi come, ad esempio, banche e assicurazioni.
Discorso diverso per i PIP, meglio conosciuti come Forme Individuali Pensionistiche (FIP): questi sono veri e propri strumenti previdenziali che fanno sì che si possano avere somme integrative rispetto a quelle previste dalla previdenza obbligatoria. Fin qui nulla di diverso rispetto ai fondi pensione: la differenza sta nel fatto che l’adesione ai PIP è a carattere individuale e, pertanto, c’è la possibilità di interrompere e riprendere in qualsiasi momento i versamenti senza però che ci sia una penalizzazione per l’utente.

fonte: http://www.notizie2000.it/economia/2522-fondi-pensione-differenze-tra-negoziali-aperti-e-pip/

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